Sono passati nove anni dall'uscita di Unreal, gioco che non solo ha cambiato il mio modo di giocare, ma ha fatto evolvere l'intero mondo videoludico.
Era il 22 Maggio 1998 quando uscì Unreal, primo capitolo di una saga destinata a divenire molto presto un vero e proprio "must" per ogni giocatore di sparatutto in prima persona.
Nonostante la storia non fosse particolarmente originale (un'astronave prigione che si schianta su un pianeta sconosciuto pieno di alieni cattivi), il modo di proporla lo era eccome.
Dopo un capitolo introduttivo il cui scopo è quello di far familiarizzare il giocatore con i comandi, ci troviamo subito immersi nella splendida atmosfera di Na-Pali, pianeta popolato da animali e da una razza di alieni pacifici, i Nali, schiavizzati da un'altra razza aliena bellicosa, gli Skaarj.
La storia si gioca tutta nel contrasto fra questo mondo incontaminato e la violenza degli Skaarj, che lo vogliono sfruttare per i suoi ricchi giacimenti di minerali.
Quello che però più coinvolge il giocatore, oltre all'incredibile varietà di ambientazioni che passano da installazioni minerarie ad astronavi fino ad antichi templi, è il senso di solitudine.
Durante i vari livelli infatti non è raro trovare, anche nei posti più impensabili e nascosti, i cadaveri degli altri passeggeri della propria nave, rendendo sempre più claustrofobico il senso di abbandono.
Non mi scorderò mai la gioia nel trovare il diario di un Nali con scritto che aveva aiutato una donna a fuggire e la delusione nel trovarla uccisa poco dopo nella torre di questo monastero di montagna.
Oltre a tutto ciò però Unreal vanta anche il merito di aver introdotto uno dei primi motori grafici interamente 3d, con tanto di supporto a nebbia e vari effetti.
In definitiva un gioco che vale la pena di provare, anche adesso che ha quasi 9 anni!