Prima parte di una mini-serie di post dedicati alla grafica del cosiddetto web 2.0, in cui cerco di fornire alcuni concetti teorici per poi passare, con i prossimi interventi, ad alcune realizzazioni pratiche.
Perchè un determinato sito viene definito 2.0? Graficamente, da cosa dipende questa definizione? E come è possibile realizzare una pagina web che segua le regole di questo stile?
Queste principalmente sono le domande a cui cercherò di dare risposta in questa mini-serie di interventi. Ovviamente le idee che esporrò sono tutte dettate dalla mia personale esperienza e sarei molto curioso di sapere come la pensate in proposito.
Una breve analisi del web attuale
Ultimamente si sente molto parlare di grafica 2.0 e, più in generale, di web 2.0.
Questi termini, al contrario di quanto molte persone credono, non vogliono assolutamente indicare un qualche avanzamento tecnologico verificatosi recentemente. La struttura del web è sempre la stessa, come pure le tecnologie che ne compongono la base. Anche il famoso AJAX, ormai sulla bocca di tutti insieme ad altre parole come JSON e XML, non è nulla di nuovo. AJAX (Asynchronous Javascript And Xml) non è altro che un modo di utilizzare Javascript per scambiare dati con un server remoto.
In verità l'unica cosa che è realmente cambiata è il modo di porsi nei confronti della rete. Se prima infatti internet era visto dalla maggior parte degli utenti come un sistema che offriva contenuti "dall'alto", il diffondersi di accessi alla rete sempre meno costosi e sempre più veloci, unito alla disponibilità di software gratuiti e facili da utilizzare per la gestione di un proprio spazio web (ad es. MySpace o MSN), ha ribaltato completamente questa concezione.
Il fenomeno si è concretizzato nell'esplosione dei blog (o Weblog) e dei siti di social networking (quali digg.com, youtube.com, ecc.) e nella immediatamente successiva possibilità per chiunque di inserire contenuti on-line in pochi minuti.
L'aumento del numero di persone che utilizzano abitualmente internet, con la sua diretta trasformazione in un mercato parallelo ai media tradizionali, ha portato con se anche la necessità di una rivisitazione grafica dello stesso.
Mi spiego meglio: nessuno al giorno d'oggi sarebbe in generale disposto a navigare su siti "brutti", trasformando di fatto la grafica in una componente essenziale che potrebbe determinare il successo o, al contrario la rovina, di un sito internet.
Ovviamente è riduttivo imputare il possibile fallimento di un sito unicamente al suo aspetto perchè molti altri fattori entrano in gioco quali: la sua usabilità, i suoi contenuti, il modo di proporli, il target a cui si rivolge ecc.
Ad ogni modo la grafica ha assunto un ruolo sempre più importante in questa lista di caratteristiche ed ha avuto una propria evoluzione.
Caratteristiche principali della cosiddetta grafica 2.0
In realtà, se andiamo ad analizzare qualche lavoro 2.0, i punti in cui questi differiscono da una grafica per il web più tradizionale non sono poi molti:
- in primo luogo l'uso del colore. Se precedentemente venivano utilizzati colori prevalentemente molto saturi e nitidi, attualmente si preferiscono colori molto più tendenti al bianco. Per un esempio basta dare un'occhiata al sito di Yahoo My Web. Come potete notare voi stessi la combinazione (forse in questo caso anche eccessiva) di colori a bassa saturazione fornisce alla pagina un senso di freschezza e luminosità, qualità spesso collegate a sensazioni positive e, proprio per questo, piacevoli.
- In secondo luogo l'uso dei gradienti. Questi forniscono infatti un sistema molto semplice, seppure dotato di grande impatto visivo, per realizzare un'illusione di rotondità e profondità, qualità per forza di cose assenti nel web, ma presenti nella realtà. In generale potremmo dire che un gradiente ben strutturato riesce ad "avvicinare" il mondo reale e la rete.
- In terzo luogo l'uso dei riflessi e della luce. Come già detto per la profondità, anche queste due caratteristiche si ritrovano nella realtà e poterle riprodurre, anche in minima parte, agisce positivamente sull'impressione immediata che il visitatore ha di un sito web.
- Altre tecniche, che vengono generalmente utilizzate insieme a quelle appena illustrate, includono, ad esempio, l'uso di angoli arrotondati per menu e sezioni e di pattern a righe (specialmente diagonali, ma anche verticali o orizzontali) come riempimento alternativo per alcune zone della pagina.
C'è poi un'altra caratteristica che sembra essere propria della grafica 2.0: la semplicità. In generale si registra, attualmente, la tendenza alla semplificazione dell'interfaccia e all'abbandono di soluzioni pesanti e ridondanti; tendenze che vanno perfettamente d'accordo con quel desiderio di luminosità e chiarezza di cui parlavo poco fa.
Come tutti gli approcci grafici, tuttavia, anche questo porta con se diverse problematiche, soprattutto legate all'uso non intelligente e non creativo dei principi su cui esso si basa: sono molti, infatti, i siti eccessivamente tondi e gommosi, oppure così privi di originalità da essere confusi con altri centinaia, o per cui l'utilizzo di questa grafica non è molto indicato (siti aziendali in primis).
Per concludere, in questo intervento ho cercato di spiegare quali sono, secondo la mia esperienza, le caratteristiche teoriche che stanno alla base della grafica del web 2.0. In un prossimo post mostrerò come realizzare alcune delle soluzioni qui descritte utilizzando come editor Photoshop e procedendo per esempi.